Pedro era avido. Guardava tutto con ingordigia. Divorava tutto coi
suoi occhietti vispi. Mille, duemila persone al giorno, e poi palazzi,
strade, vegetazione e luoghi.
Giano era apatico. La sua apatia era assoluta. Restava sempre in disparte, nessuno lo conosceva, e tutti dicevano: "Giano chi?"
Mentre
Pedro era famoso. La sua avidità era leggendaria. Una volta un uomo fu
divorato in un secondo solo per aver detto: "Pedro chi?"
Mentre
Giano era solitario. Voleva essere in disparte. Non voleva mai figurare,
non faceva nulla per destare attenione o interesse nei suoi confronti.
Una volta Pedro lo guardò, ma non gli diede importanza. Non era
abbastanza saporito.
Maria era una giovane attrice d'insuccesso,
era diventata impopolare mostrando le tette in uno spot per detersivi.
Giano l'amava segretamente, ma quando si accorse di essersi innamorato
si disinnamorò velocemente: "Troppa fatica!" avrebbe dichiarato in
seguito ai media.
Intanto sia Maria che i media si chiedevano: "Giano chi?"
Pedro passava di lì e non gli servì neanche un istante, divorò le poppe di Maria in un baleno.
Giovanna
montava infissi e finestre per squadrare il suo punto di vista che, a
detta di lei, era troppo frastagliato, serviva uno schema preciso.
Un'inquadratura.
Giano passando disse: "Io preferisco non guardare."
Pedro lo sentì e disse: "Se non guardo muoio di fame:"
Maria pensava: "Se non mi guardano sto male."
Giovanna
squadrava la vita, perché bisogna pur avere dei punti di riferimento.
Giano i punti li aveva persi tutti. Pedro i punti li aveva uniti,
l'immagine risultante fu osservata e divorata.
Maria non sapeva. Piangeva per la perdita delle sue poppe giganti.
Giovanna stava lì a montare porte e portoni, finestre e finestroni,
Dalla
finestra vedeva sempre la vita in cornice e non prendeva mai una
sbandata visiva. Non come Pedro che se sbandava poi divorava le novità.
Giovanna di novità non voleva sentir parlare. Tutto in una cornice era bello, conosciuto, e rassicurante.
"Monotono..." disse il signor Piero, che era uno di passaggio.
"Una cornice contro la responsabilità..." diceva Giano.
"Sulla
finestra ci voglio un balconcino, piantine e tendine..." disse Maria,
ma Pedro passando velocemente le disse: "Zitta!" poi le guardò il culo, e
se lo divorò, scappando verso future e misteriose scorpacciate.
Faceva freddo, poi venne l'estate e fece caldo, poi di nuovo l'inverno, e tutto ritornò come prima.
Il
signor Piero soffriva il caldo. Pesava centotrentatrè chili e quando il
sole picchiava era sempre sudato. Veramente! Sudava anche l'ombra del
signor Piero, che camminando lasciava pozzanghere di sudore in giro.
Pedro lo guardò, pensava di saziarsi, ma invece vomitò ombre sudate per
due giorni. Furono due giorni d'inferno. Tutti acclamavano la dipartita
di pedro, l'occhioso divoratore. Appena Pedro fu in forze uscì di casa e
con un ghigno recuperò. Si saziò di ogni forma di vita, di tutto quello
che rifletteva la luce, anche senza riflettere troppo. Fece una
scorpacciata e tutti rimasero attoniti.
Giano disse ai media: "Io non vomito, è troppo faticoso, ho paura."
"Io vomito sempre dopo i pasti." Disse Maria, mentre guardava dietro al divano per cercare le sue chiappe.
"Io durante..." Disse il signor Piero, ma era già fuggito in bagno.
Giovanna
intanto squadrava la sua vita di donna in carriera nel mondo degli
infissi, e viveva una relazione amorosa con l'infisso della casa di
fronte. Era piccolissimo. Un pertugio.
Squadrava la casa con più
cura, la rendeva quasi asettica. Dal suo pertugio adorato poteva vedere
porzione di un muro bianchissimo, candido. Asciutto. Bello! Era
innamorata pazza di quella cornice vuota. "Così dovrebbe essere la
vita." Pensò Giovanna.
Fece rimpicciolire tutte le finestre,
perché nella vita più il punto di riferimento è messo a fuoco, più si
sta tranquilli e senza preoccupazioni.
Pedro passava e cercò di
scrutare nella finestra di casa di Giovanna, ma non vedeva abbastanza,
triste e affamato si diresse altrove. Come un bruco.
Piero
lavorava al computer. Faceva tutto col computer, comprava tutto tramite
il computer. L'ultimo acquisto fu una bacinella. Piero era incontinente,
la faceva continuamente nei pantaloni. I pannolini non bastavano più.
Pedro passò e si mise una mano sugli occhi.
Giano disse: "Io non vado mai al bagno, non ho mai fatto la pipì ed ho paura della prima volta."
Maria disse: "Che discorsi di merda..."
Giovanna
capiva che stavano discutendo di qualcosa ma non vedeva bene, la
cornice la tagliava fuori dall'attenzione dei conversatori.
Giano
non era, non diceva, e se diceva era poi per ribadire che lui non
l'aveva detto. Toni aveva sei figli, ma non se n'era mai accorto. La
moglie era bella, ma dopo che aveva sfornato sei figli non lo era più,
allora Toni si innamorò anch'egli di Maria, senzatette e senzaculo. Era
Veroamore.
Maria era abituata alle avance, e agli avanzi di
galera. Tutti l'amavano, ma lei non contraccambiava, si limitava a
civettare mentre continuava a cercare i suoi attributi divorati
mancanti.
Maria in verità amava Nunzio, il cantante gay del
momento. Dato che egli era il più bello sulla piazza, Maria si innamorò
del cantante e della piazza.
Ma Nunzio, come Narciso era
innamorato solo di sé stesso, come fanno molti cantanti gay, e un giorno
abbracciando la sua immagine nello specchio lo frantumò e ci si uccise.
"Mi occuperò del caso!" Disse il commissario T.
Maria si innamorò automaticamente di lui.
Quando
la notizia dell'innamoramento di Maria fu resa pubblica, tutti fecero:
"ooooooh!" ma proprio tutti insieme fecero: "ooooooh!"
Ci fu un "ooooooh!" di stupore generale che spostò l'asse terrestre, e quindi divenne di nuovo inverno. In pieno Agosto!
Tutti furono sorpresi e dopo qualche giorno tutti se ne dimenticarono, col cappotto.
Giano era tristissimo. Aveva iniziato a coltivare un interesse: le conchiglie in riva al mare.
Piero
fu felice, ma col freddo improvviso le chiappe gli si incastrarono
nella bacinella e tutta l'armonia svanì, con il disgusto del pompiere
che lo salvò da morte certa in bacinella.
Maria rideva, Pedro
preferiva non guardarla più. Giano Soffriva per la passione perduta.
Giovanna non riusciva più a capire niente. Non vedeva niente, anche se
stringeva gli occhi forte forte, per non perdere quel punto di
riferimento trovato, che stava diventando un pixel di riferimento.
Arrivò il commissario T. e disse: "Mi occuperò del caso!"
Racimolò
i testimoni. Interrogò Maria per sei ore nel commissariato. Su una
scrivania del commissariato. Mari auscì dalla questura tutta
stropicciata.
Pedro divorò il commissariato per gelosia. Pensando: "Non avrai mai le sue chiappe!"
Giovanna era rimasta in casa, non passava più per le porte e per le finestre.
Il
commissario arrivato all'ultimo testimone disse: "Giano chi?" e tutti
giù a ridere. Tutti a fare il verso delle conchiglie e delle passioni
perdute.
Maria dopo la delusione amorosa del commissario T. che
non risolveva un caso, decise di rimanere single. Tutti furono delusi,
ma più di tutti Toni, che si impiccò.
Al funerale di Toni c'erano tutti, con gli occhi rossi e i capelli in mano.
Il commissario T. disse: "Mi occuperò del caso!" Ma nessuno gli credette. Fu licenziato e rimpiazzato da un pastore maremmano.
Per Piero fu subito amore, e scapparono nella sua casa multimediale ricca di bacinelle e cibo per cani.
Giano
fu dimenticato in un bar. Lo ritrovarono a bere lo spirito della frutta
sotto spitiro. Il bancone era sgomento, ma alle domande dei giornalisti
rispose sardonicamente, come solo un bancone può fare: "Giano chi? ah
ah ah" e poi sparì in una nuvola di fumo giallo.
Il barista però
non era nè sardonico nè simpatico, e quando tutto lo spirito finì Giano
fu buttato fuori dal bar a calci in culo.
Giano si addormentò su un marciapiede e pensò: "Finalmente sono a casa..."
Pedro passò di lì lo guardò e si ubriacò.
Maria piangeva.
Giovanna guardava il mondo da fori di spillo fatti alle pareti.
Pedro era passato, e quindi Pedrò.
Sparirono tutti.
Gli
infissi erano diventati così stretti che nessuno aveva più punti di
vista. Solo buchi di serrature, dove potevano vedere le cose con una
maggiore squadratura, e malizia.
Pedro guardò dentro una serratura e ci vide Giovanna nuda.
Buttò giù la porta e decise di sposarla.
Bendato.
Dopo la cerimonia tutti si raccolsero in una foto ricordo sorridendo al grido di: "Giano chi?"