sabato 31 marzo 2012

la volata del grande pedalon

la salita pedalon!
la salita!
eccola. sembrano due salite in una. no, tre salite!
tre salite e mezza!
pedala pedalon!
te lo dicono da piccolo: pedala!
pedalare giovanotto!
pedala, pedala!
allora il passo destro, e poi quello sinistro.
ti bruciano i polpacci pedalon?
te fanno male i reni?
e scoppiano le vene a ogni spinta!
ammazza com'è erta sta salita pedalon!
e questo qua che vole?
è gambalon, acerrimo nemico!
stanno testa a testa, nella salita funesta.
ma che sei scemo? questo n'è no sprint! ce voi ammazzà?
ma quello pedalava senza remore. pareva quasi na locomotiva!
eddaje pedalon! dovemo pedalà!
e metti un piede avanti, il fianco avanti spinge,
la testa segue il gesto della gamba.
pure la cervicale spinge avanti.
vorrebbero volà, vorrebbero spiccà er volo così.
e pedalon ce pensa.
adesso ce vorebbero un ber paro de ali.
maestose, sì, superbe, come n'aquila reale!
così al suono del pensiero,
chissà chi era all'ascolto,
pedalon se fece uccello!
e volò senza artifici sul più bello!
ma anziché aquila reale, un bel fringuello.
incapace di distinguere una bici,
da un incespico contorto de radici.

martedì 27 marzo 2012

il risveglio addormentato

il mattino somiglia ad una pergamena, bianca e ruvida.
stropiccia gli occhi, prendi un gran respiro.
ancora oggi dobbiamo guardare avanti.
disillusioni e titubanze, maestrie lontane.

appoggio un passo avanti all'altro, e la strada m'è ignota.
annuso l'aria. ricordo il tempo in cui c'era l'ossigeno.
ricordo il tempo, o forse, non ricordo nulla.
è come nel sogno. autentiche verità spacciate.

è come in un bel sogno. o in un incubo.
oppure è come al cinema. oppure no, è solo il rifiuto
della realtà. è come un videogioco. è come se fosse vero.
è come se non fosse. è come se non esista.

dal canto della realtà, poche aspettative, e un aspro
sapore di vendetta scorre nelle fauci. cola dalle pareti
delle guance. lo senti scivolare in mezzo ai denti, e amaro
come una sconfitta si deposita sulla lingua.

viene il tempo giusto, viene, e si conclude.
poi torna e ritorna sempre, l'altalena della discordia,
i momenti del piacere e della gioia, e altri,
quando la rabbia uccide la misericordia.

con remore verresti alla mia maniera. ardua.
a scoprire il lido scuro di un paradiso insicuro.
a dilatar le orecchie, per suoni più complessi.
che stridono al giudizio che si ha di noi stessi.

chiuso come un guscio. senza fessure, nessun ingresso.
né un pertugio, né una porta, né una finestra.
e più guardi dentro al guscio più t'ingloba,
obbligato poi ad uscire, a saldare un compromesso.


sabato 24 marzo 2012

ghost machine

abbiamo un'anima sporca.
lurida di lagne e di piagnistei.
il mondo ci ripugna e ne facciamo parte indiscussa.

il compromesso.
la crisi ci avvolge in ogni luogo e in ogni atto.
e siamo gli artefici del dubbio.

langue il corpo e il sangue scorre come un gioco.
e la vita si sparpaglia in fragili illusioni.
quando tocchiamo il sorriso sincero,
e assaggiamo la splendida sofferenza.

quando siamo carezza, e morbida attenzione,
e ci ritroviamo liberi come bestie,
come cani da ammaestrare.

quando siamo noi senza imposizioni o impalcature.
allora il verbo perde senso,
allora l'azione prende il sopravvento.

giovedì 22 marzo 2012

inno alla scemenza

la scemenza è una sostanza di evidenza e poca creanza.
sei scemo ad oltranza, fai una cosa improvvisata con il corpo 
e vai dicendo che è una danza, ti rimetti alla clemenza,
consapevole dell'abbondanza di tutta la demenza che c'hai messo,
e poi senza veemenza, ti ritiri nella stanza, irritato ed irritabile
pensando in prima istanza, che sei senza speranza.

è una questione di pazienza, inventi in cucina la pietanza,
te prepari la scodella e la credenza, e poi tolta la decenza,
ti finisci sei dolcetti di provenza, sedici aragoste mal riposte,
trenta culatelli, un bidone di caviale, sette pere, un animale,
che condito col burrito è venuto saporito e niente male.

la scemenza è una costante senza tempo, si ritrova nelle epoche
distanti, appartiene ai tenenti, agli amanti, pure ai fanti, agli arroganti,
alle genti prepotenti, pure ai santi intolleranti, alle file di bagnanti
accalcati sulle spiagge più roventi, alle trame dei potenti, a quei quattro
deficienti ben nascosti, che tirano i tiranti delle vite a tutti quanti.
l'incoerenza e la mancanza di creanza, fanno sì che la scemenza regni
in abbondanza, ostacolata solo dall'uomo libero che pensa.

mercoledì 21 marzo 2012

così è!

ferus.
da qui: furia, furioso, furente.
furia, furioso, furente!
FURIA!
FURIOSO!
FURENTE!
poi si placa quell'istinto.
poi si acquietano le acque.
poi si calma la pressione.
e pensare giova al corpo.
e pensare giova al mondo.
nella calma, la tempesta freme lesta.

martedì 20 marzo 2012

d-shot

ho dato un'occhiata distratta e distante, passa un passante e mi tolgo il cappello, che bello, l'ho visto nell'occhio del povero uomo che stava seduto di sguincio sopra lo spicchio scoperto di una panchina al tramonto.
d'altronde di tante cose che poteva pensare ve n'era una che dondolava e dondolante si addentrava nella testa del passante. voglio volare. voglio volare!